TRENTA s.p.a, sportello veloce?
Mi accodo alle numerose lamentele dei trentini rivolte alla società Trenta s.p.a. per esprimere la mia insoddisfazione e disappunto per il trattamento che un utente è costretto a subire.
Il mio reclamo nasce dal fatto che mi sono rivolto alla Trenta per la prima volta per effettuare un nuovo allacciamento e ho potuto riscontrare numerose cose che non funzionano.
Mi sono recato agli uffici martedì della settimana scorsa e sono rimasto molto deluso dalla Vs. organizzazione ossia:
- All’entrata, l’ufficio informazioni dirotta tutti i clienti verso l’ufficio veloce.
- All’ufficio veloce sono stato in coda a 12 persone e ho avuto bisogno di 30 minuti per ricevere il Ticket, per poi scoprire che, a giudicare dal n°ricevuto, sarei dovuto stare in attesa per un’ora al minimo: tutto ciò dovuto al fatto che l’incarico del Ticket è stato affidato alla povera impiegata che deve svolgere anche le pratiche non inerenti agli allacciamenti.
- A tal punto decido di abbandonare la coda e fare l’allacciamento tramite il Call Center il giorno successivo.
- Chiamo, seguo tutte le istruzioni, per circa 5 minuti mi sento dire che per non perdere la priorità acquisita e bla bla bla, poi solo musica per ben 45 minuti. Scrivo quindi una mail per esprimere il mio disappunto, ma capisco più tardi che il centralino è andato in tilt o forse è stato programmato male; quindi segnalo il guasto al Vs. ufficio guasti per evitare che altri disgraziati come me soffrano dei medesimi disagi. Non è successo nulla di tragico in quanto io sono riuscito a svolgere comunque il mio lavoro, però avrei preferito sentire un’altra musica.
- Ho richiamato il Call Center e dopo qualche minuto ho eseguito gli allacciamenti Elettricità e Acqua; ritengo che dietro il telefono ci sia personale altamente qualificato.
In sintesi, la mia critica è rivolta ai responsabili dell’organizzazione del sistema.
Segnalo di seguito gli obiettivi della mia critica:
- Parcheggio esterno insufficiente (ho dovuto parcheggiare sula pista ciclabile); parcheggio interno enorme che probabilmente serve solo ai dirigenti della Trenta.
- Il primo ufficio informazioni non serve a nulla, possiamo mandare gli impiegati a casa.
- La macchinetta del Ticket può lavorare da sola con un avviso del tipo “solo per allacciamenti”: credo che noi trentini sappiamo come gestire il Ticket da soli, siamo abituati al supermercato.
- Hanno caricato di lavoro l’impiegata dell’ufficio veloce.
- Lo spazio dedicato ai citati uffici è limitatissimo (il mio garage è più grande) per tutti quegli impiegati che devono giustificarsi con gli utenti delle lunghe e snervanti attese che questi ultimi devono subire.
- Non capisco a che cosa serva il resto del palazzo che è grande come lo stabilimento della Whirlpool.
In conclusione, ritengo che in questo baraccone ci siano troppi dirigenti che non fanno o fanno male il loro lavoro a carico di noi utenti.
Bruno Conci
M@x, 18 Giugno 2008 in Servizi
Serata informativa
Oggi, 12 Giugno Giovedì ore 12 ,10 circa
Il 31 maggio 2008 si è tenuta la ormai classica festa universitaria di Mesiano, moltissimi sono stati i giovani partecipanti e, per il primo anno, ho deciso anch’io di prendere parte a quest’iniziativa.
Qualche giorno fa con mio grande stupore, vado in panificio per comprare pane e latte e scopro che le bottiglie in vetro del latte trentino alta qualità non sono più da litro, ma da 750 ml. Chiedo al panettiere spiegazioni che non sa ovviamente dare. Non so quale strategia di marketing stia dietro tale decisione della Latte Trento Sca, ma ciò mi ha indispettito un po’. Siamo 4 in famiglia e compro dai 6 agli 8 litri di latte a settimana. Cercando di non produrre immondizia per niente, ho deciso di comprare le bottiglie con vuoto a rendere. Lo spazio dove tengo le bottiglie in vetro è sotto il lavello che non è uno spazio immenso visto che ci sono anche i due bidoni della differenziata (umido e residuo). Sono quindi costretta da ora in poi ad avere circa 8 - 10 bottiglie in vetro sotto il lavello a settimana? Oppure devo fare la spola con il panificio 4 volte in settimana? E lo spazio in frigo che occupano? Nessuno ci ha pensato? Ma chi me lo fa fare? E poi parlano di cercare di non produrre inutilmente plastica e immondizia in genere! Che cosa ne ha fatto la Latte Trento Sca delle bottiglie da litro comprate qualche anno fa? Le ha buttate visto che sono riutilizzabili? Una volta tanto che qualcuno va un po’ contro corrente e azzarda il riutilizzo, ecco che dopo poco tempo si cambia strategia! Non era meglio concentrare soldi ed energie nel cercare di abbassare il prezzo al litro per fare concorrenza al latte proveniente dalla pianura? L’unica spiegazione che posso trovare è che così la bottiglia da 750 ml non è facilmente utilizzabile nei distributori di latte crudo. E allora? Questa cosa giustifica tutto il cambiamento? Con rammarico penso proprio che d’ora in poi comprerò il latte della concorrenza a euro 1,15 in tetrapack in barba ai prodotti trentini che ho sempre cercato di privilegiare: dal burro, al latte, ai formaggi, agli yogurt, alla mozzarella ecc ecc. Se qualche responsabile della Latte Trento Sca volesse dare qualche spiegazione, ne sarei grata.
8 RAGIONI PER IL SI ALLA VERA RACCOLTA DIFFERENZIATA
8 RAGIONI PER IL NO ALL’INCENERITORE
Scrivo per denunciare il terrore che noi cittadini di Pergine dall’inizio del nuovo anno abbiamo a entrare nel centro della nostra cittadina il giorno che ha preso servizio un nuovo vigile urbano, con la testa rasata, robusto e con accento non trentino. Ti fermi per prendere il giornale alla mattina e ti aggredisce verbalmente minacciandoti di scrivere, parcheggi negli stalli blu di sosta, ti dirigi a piedi per fare il ticket ed è già lì pronto per scrivere la multa e a farti la ramanzina. Allora, per evitare questo, decidi di entrare in bicicletta in centro: stessa cosa. Ti fermi davanti alle vetrine dei negozi e con fare arrogante ti ordina di scendere con la bici dal marciapiede estraendo dal borsello il quaderno delle multe. Quando poi scrive la multa non ti ascolta per niente, ti rivolge direttamente dal Giudice di pace per il ricorso. Immagino già che il sindaco dirà che il vigile fa il suo dovere, applicando la legge. Questa è solo una parziale verità: quando la multa serve da lezione non la discuti ma comportamenti così dimostrano, violando la Costituzione, la prepotenza degli enti pubblici nei confronti dei cittadini.
Nelle prossime settimane il consiglio comunale di Trento tornerà a occuparsi del piano rifiuti, compreso l’aspetto dell’impianto dell’inceneritore. Perchè entro il 2008 il sindaco intende far partire il bando di gara per la costruzione. Ma quale inceneritore? E perciò quale bando? Come si può discutere e decidere, se ogni mese la raccolta differenziata migliora e cambia la situazione? Tutta questa questione soffre dall’inizio di profonde ambiguità. La differenziata spinta fa paura. Ma a chi? Da non credere. È la differenziata a dover obbedire all’inceneritore o il contrario? Moltissimi Comuni sono arrivati spesso agli eccellenti risultati sulla differenziata spinta che tutti leggiamo quasi ogni giorno sulla stampa. Molti sono già passati a un intervento che affronta un ulteriore nodo della questione: ridurre i rifiuti, senza di che le difficoltà non si risolvono. A Trento il percorso, che nei sobborghi dà già buoni risultati e così contribuisce con i paesi ad alzare velocemente la percentuale provinciale di differenziata, in città non è ancora iniziato. Per ridurre i rifiuti è risultato evidente che è essenziale un contatto e accordo con i negozi e le imprese. Questo è un altro nodo irrisolto. Alcuni supermercati, dove il fenomeno è più vistoso, cominciano a ridurre in proprio imballaggi e confezioni, ed è interessante, ma occorre l’intervento dell’ente pubblico su scala più generale. Perché le multinazionali distribuiscono gli stessi prodotti in Germania confezionati con materiale biodegradabile e in Italia no? Abbiamo bisogno di interventi nazionali, ma possiamo avviarne anche a livello locale. Si sta facendo davvero qualcosa? Perché non interessare i cittadini, creare dibattito e collaborazione, come era già stato chiesto? Ci sarebbe bisogno di molta più comunicazione. A Cles ho visto nei giorni scorsi una montagna di scheletri di alberi abbattuti e lì vicino un camion carico di questo materiale ridotto in frammenti, almeno così pareva. Forse lo triturano sul posto, come fanno a Parigi.
Parlare di ambiente e della sua tutela, fare gli impegnati, i responsabili, è diventato di moda.Spesso di facciata. Facile riempirsi la bocca di generiche affermazioni ed intenti. Da Al Gore con il suo (discutibile) “documentario”, volàno di ritrovata fama politica e di Premio Nobel, alla Commissione giustizia e pace, troviamo un interesse trasversale per l’ambiente e una sollecitazione a ridurre il nostro impatto su di esso. Benissimo. Proprio la Commissione giustizia e pace, (che mica lo so chi è, ma siccome il giornalista de L’Adige non me lo spiega, la lacuna dev’essere mia) propone per il 6 febbraio, mercoledì delle ceneri il “digiuno dall’auto in quaresima”: l’anno scorso riflettevamo su come l’uso dell’auto nella situazione attuale è (sic) fonte di stress, e, ciò che è peggio, strumento per sentirci persone importanti, che sanno affrontare la vita, che riescono ad essere davanti agli altri (…)”.
La politica in regione sembra orientata ad una riduzione dei suoi



